C'è bisogno di più integrazione
Tra gli addetti ai lavori, si sente spesso parlare di HMI/SCADA e MES come se l’integrazione
di queste tecnologie fosse un fatto assodato. La realtà degli impianti produttivi
tuttavia è un po’ diversa e spesso di segno opposto: la possibilità di avere
una visione globale su tutti i processi interni all’impianto è ancora qualcosa
di avveniristico e con difficoltà sta prendendo piede in tempi rapidi e su larga
scala.
Immaginiamo il flusso informativo più semplice: gli ordini dei clienti devono essere
presi in carico dall’Amministrazione, mandati alla Produzione la quale, sulla
base dei dati storici di produzione, dovrà restituire informazioni utili all’Amministrazione
stessa. Il flusso informativo dovrebbe essere veloce, in modo tale da garantire
possibilità di intervento nei momenti intermedi: ipotizzando che un cliente abbia
ordinato del materiale modificato rispetto alla produzione standard, in Produzione
tale informazione dovrebbe arrivare con sufficiente anticipo, in modo da modificare
la procedura di produzione standard per rispondere alle esigenze del cliente. Analogamente,
se un lotto di produzione presenta dei difetti tollerabili per alcuni clienti ma
inaccettabili per altri, questa informazione deve arrivare all’Amministrazione
prima che quei lotti vengano consegnati ai clienti sbagliati. Solamente dove il
flusso di informazioni è garantito, l’Amministrazione riesce a compiere bene
il proprio lavoro; lo stesso vale anche per la Produzione. Agire diversamente significa
accettare di essere più predisposti a commettere errori.
In questo contesto è rilevante, se non incredibile, che mentre in molti campi si
cerchi di andare verso soluzioni IT standardizzate e sempre meno costose, talvolta
addirittura libere da costi di licenza e open-source, nel campo dell’automazione
industriale continuino ad esistere isole produttive tecnologicamente e informativamente
chiuse rispetto agli altri reparti. Quale può essere l’interpretazione di
tutto ciò?
Molti costruttori di sistemi di automazione hanno proposto negli anni le proprie
piattaforme utilizzando tecnologie altamente specializzate, spesso proprietarie,
con il preciso scopo di costringere i clienti a rivolgersi solo a loro per implementare
le proprie soluzioni: per fare un esempio, utilizzando protocolli di comunicazione
con i controller di tipo proprietario in modo da rendere indispensabile una elevata
conoscenza del protocollo, a livello tecnologico, per riuscire ad uscire dall’offerta
dello stesso produttore. La conseguenza è che, una volta comprati dei controller
da un particolare fornitore, anche l’infrastruttura di comunicazione deve essere
acquisita dallo stesso fornitore. E’ importante considerare che ciò ha comportato
una limitazione della concorrenzialità tra i vari player ed i prezzi praticati al
cliente finale sono aumentati in modo anomalo. Paradossalmente, sembra che su una
cosa i venditori siano sempre stati d’accordo: il modello per il prezzo dei
propri prodotti che, rispetto a soluzioni paragonabili in altri ambiti, è risultato
di un ordine di grandezza sicuramente maggiore. E il prezzo ha indubbiamente un
peso determinante nell’adozione su larga scala di sistemi di controllo veramente
integrati.
Esiste anche un altro aspetto da considerare: la sensazione che i sistemi di controllo
siano fuori sincronia rispetto alla tecnologia di largo consumo. Non è raro sentire
di dipartimenti IT contrari all’introduzione dei sistemi di controllo nelle
proprie reti aziendali, con il risultato evidente che nei reparti produttivi, la
tecnologia è di qualche anno indietro rispetto agli standard di tutti gli altri
reparti. I fornitori di sistemi di controllo, a dire il vero, cercano di approcciare
il mondo IT alla ricerca di nuove opportunità ma, spesso, le soluzioni offerte seguono
la stessa “filosofia” di cui si è appena scritto: non sono affatto standard,
sono molto complesse, difficili da gestire, aggiornare, integrare e il loro prezzo
chiaramente scoraggia molti possibili acquirenti. La conseguenza di questa situazione
generale è che difficilmente si riescono a toccare con mano i benefici che quei
prodotti forniscono e tutto quello che promettono: nel caso più frequente, il fornitore
di sistemi di controllo ri-brandizza un prodotto SCADA, come hanno fatto ad esempio GE
Fanuc e Intellution, Invensys e Wonderware.
Parallelamente i fornitori di sistemi IT hanno cercato negli anni di avvicinarsi
al settore del controllo, riuscendoci comunque in modo parziale: gli addetti ai
lavori sanno che gli aspetti dei sistemi di controllo sono spesso molto specializzati
e possono essere mal compresi se visti sotto un’altra prospettiva. E una scarsa
conoscenza in questo settore può essere “pericolosa” sotto vari aspetti.
Oggi che i dati dei sistemi di controllo sono disponibili tramite standard OPC e
spesso le soluzioni OPC Server non sono troppo costose, talvolta gratuite, si può
affermare che uno dei limiti principali alla diffusione di soluzioni integrate sia
la mancanza di conoscenza specializzata. Ecco perché diventa strategico il ruolo
dell’integratore di sistemi, che possiede la conoscenza dei sistemi di controllo,
degli SCADA e che deve semplicemente estendere le proprie competenze ed approcciare
gli aspetti della gestione IT.
La capacità di integrazione è uno dei punti di forza di C.Si.Co. che, mettendo a
frutto anni di esperienza e collaborazione, ha realizzato numerose soluzioni software
HMI/SCADA/MES integrate negli impianti del Gruppo Far. Per il 2010 sono in previsione
altre installazioni presso altri impianti e personalizzazioni a partire dallo stesso
nucleo di software. L’essere parte del Gruppo ha fatto sì che si stabilisse
una sinergia virtuosa tra cliente e fornitore e che emergessero i requisiti corretti
e le giuste criticità in fase di analisi; le solide conoscenze delle tecnologie
informatiche hanno poi permesso a C.Si.Co., in fase di sviluppo, di realizzare strumenti
affidabili ed efficienti.
Caldaie industriali: rientrare dell'investimento in pochi mesi con benefici immediati
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Come un sistema di controllo automatico permette la razionalizzazione delle attività
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